Due fessi venerdì

Due fessi venerdì vittorio 2010-04-22T07:19:02+00:00

Due fessi venerdì (16 novembre 1990)

È freddo. Ma lo senti che freddo che c’è? Che ore sono?
Sta tranquillo biondo; sono appena le quattro e mezza. Dovresti darti un po’ più da fare e allora magari ti passa anche il freddo. Figurati se lo accendevano per noi…. così oggi hanno risparmiato anche il riscaldamento…..
Ma che casino è successo? … Ce l’hai una sigaretta?
Dai, va bene, lasciamo per un po’ e andiamoci a fumare ‘sta sigaretta. Vieni, mettiamoci quì; e non starti a portare dietro tutto il baracchino: chi è che te le porta via le tue marce scope?
Dimmi te se è poco stupido questo posto. Fatti un po’ in là per piacere che ‘sta ringhiera mi spacca la schiena. Ma chi l’ha inventato questo circo?
Toh, prendi. Ce l’hai te da accendere? Non lo so chi l’ha inventato, ma mi sa che quelli che se lo sono ereditato devono starci bene….. La prima volta che ci sono venuta mi sembrava un maneggio per cavalli, di quelli che li fanno saltare. Dio! che brutto lavoro mi sembrava star qui dentro! Lo senti che puzzo che c’è quando entriamo? Á una cosa mista che non riesci a capire: È come se ci avessero fumato tutti insieme mille spini e poi aperto mille boccette di profumo e poi avessero vomitato tutti e mille. Ma comunque io alla mattina non ci ho mai messo piede; a vederli quando escono sembrano quasi normali, se ci levi il fatto che sai già quanto schifo di spazzatura si sono lasciati dietro. E che è roba che tocca a te. … Dai, che invece ci stai bene te qui! Eccoti li biondo: nato per scopare!

In due sono lì a fumarsi una sigaretta inteneriti da quel po’ di brace come una sosta nel vivere. In due sono lì, seduti sull’orlo di un gradino al varco di una corbeille e notano come tutto sia in ordine intorno e un vuoto grave li sovrasti, nell’assenza delle puzze note, di ogni qualsiasi rifiuto – le carte le cicche gli scottex e ogni altra possibile indecenza di un lavoro che oggi non c’è stato e che loro conoscono solo da quel momento in poi, quando è cessata ogni cosa e a testimoniarla restano i suoi rifiuti, promemoria indecifrabili, tracce scalpicciate da suole ormai troppo lontane. In due galleggiano nel vuoto di un giorno senza scorie e fumano una sigaretta, che ormai è quasi una cicca, e sbuffano fumo -ognuno a suo modo- al cospetto dell’immensità di un quadro nero, pieno di un nero che oggi non aveva presagi per nessuno. L’indice MIB non è stato rilevato.
Servirà sapere chi sono quei due? Contano qualcosa in questa giornata? No, niente, non c’è modo di farli entrare da nessuna delle parti in cui è stato spartito questo venerdì 16 novembre. Ma almeno sapere per sommi capi come sono fatti? Questo si, è possibile. Lui è biondo, lei no. Lei ha un’età, lui un’altra; ma così di primo acchito è difficile dire: forse venti e trent’anni, forse invece sono più vicini, solo che lui è più robusto e insieme più morbido, forse anche più bello di lei. Ma poi invece lei è anche bella. Magari in un’altra ora del giorno. Ma a vederla così, adesso, con una cappa verde né sporca né pulita, con una berettina in testa che non s’è mai vista, con la cicca tenuta chiusa nel palmo della mano come se tenesse con sé un piccolo insetto, una lucciola, par come di intuire che lei conosce qualcosa che lui ancora non sa, che noi non sappiamo. E poi ha appena fatto per lui una battutina e lui forse non ha nemmeno capito. E lei nel dirlo aveva appena un piccolo sorriso, nemmeno sulle labbra, ma in un movimento dolce delle gote.

Non scherzare, dai! non ne ho voglia. Non lo so. Io non lo so se ci sto bene. Cazzo, non piacerebbe a nessuno stare qui. Mica ci avevo la vocazione di pulire i pavimenti! E allora? Cosa faccio, mi metto nel giro degli accendini? Ma insomma – cos’è successo stamattina?
Dai, non fare il fesso… hanno fatto sciopero.
Come, sciopero?! Chi?
Forza biondo, ridammi l’accendino. Ma te dove vivi la mattina? A che ora ti svegli, per caso?
Dai, smettila. Mi sembra di essere tornato a scuola qui. Cosa ne so io di che casino è questo. Per me ci possono fare quello che vogliono qui dentro. Cos’è che cambia?..
Niente, credo. Non te la prendere adesso biondo, ma mi pareva che lo sapessero tutti qui che oggi hanno fatto sciopero. Stai attento, adesso te la dico tutta di filato. Hanno fatto sciopero i procuratori di borsa contro la tassazione dei capital games. Sei daccordo o contro?
Dimmi un po’: da quant’è che lavori qui?
Dai, rispondi: sei pro o contro la tassazione dei capital games? È? Non vuoi anche tu dire la tua liberamente? Forza, non fare l’ameba, qui dentro a quest’ora c’è la vera democrazia!
Quanto fai la furba. Eppure non mi sembravi una fessa completa. Sembri un po’ meglio di una che ci ha voglia di rompere. Insomma, non fanno neanche tanto gli originaloni: non vogliono pagare le tasse. I procuratori,chi?
Beh, loro non dicono così; dicono che le vogliono pagare, ma pagarle meglio. Carini, no? Ma hai ragione te, sono stronzate. Fai bene a svegliarti alle due, biondino.

Cos’è che li tiene vicini quei due? Fumarsi un’altra sigaretta così dissimili l’uno dall’altro: lui biondo lei no. Lui che muove leggero la testa e le mani nell’aria e palpa incredulo l’infinito del salone attorno e torna a posare le mani sulle ginocchia, come un re beduino seduto sui resti di un’antica città romana di cui non sa niente, neanche il suo nome. Lei che si toglie di scatto quell’incredibile berretta che le tiene i capelli e se la gingilla tra le mani e poi -ma allora è ancora una ragazza!- la mordicchia sull’orlo, la confonde tra il fumo nella sua bocca. Ma ancora le sorridono le gote, appena appena. E lui non lo sa.

Ti chiederei di fare una cosa. Ma so già che capiresti a modo tuo, anzi non capiresti niente e verrebbe fuori uno schifo.
Lui non risponde -perché?- si alza, raccatta il carrello assegnato al settore pulizie da norme precise e di contratto -minuzie, ma non tanto- si addentra a inzuppare bene uno strofinaccio, si china, forse nel voltarsi l’ha guardata, -avrà notato qualcosa?- L’avrà forse adocchiata farglisi di spalle più vicina, si sarà sentito scuotere da una sua mano la coda dei capelli sulla nuca. Avrà duvuto ancora voltarsi e questa volta davvero guardarla, e sentirla.
Voglio chiederti se ti posso baciare, se posso baciarti sulla bocca e sul naso, biondino. Davvero puoi capire qualcosa? O adesso pensi di potermi violentare?

C’è un ragazzo biondo che si sta facendo baciare nel salone delle corbeilles della borsa di Milano. Oggi c’è stato sciopero ma lo stesso è successo qualcosa: infatti le valute hanno chiuso lo stesso. Per la cronaca il dollaro ha chiuso a1109 lire, quasi due lire in meno di ieri.